Recensione dell’Arco della Pace di Milano.

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Stefano Brandelli

Recensione dell’Arco della Pace di Milano.

A fine maggio per la prima volta sono andata a Milano. Era una vacanza relax con la mia famiglia, composta da mio marito e da mio figlio, alla scoperta del capoluogo lombardo e dell’arte e cultura per cui Milano è tanto famosa.
La città mi ha sempre affascinato, così come i suoi monumenti, le sue viuzze e tutti i suoi palazzi.
Così prima di partire alla volta di Milano ho preparato un itinerario completo e ho segnato i luoghi che volevo visitare, il Duomo, il Palazzo Reale, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, l’Arco della Pace e tanti altri.
Tra questi ammetto che l’Arco della Pace mi suscitava particolare curiosità, un po’ perché è il monumento che vedi sulle cartoline che portano amici e parenti quando tornano da Milano e un po’ anche perché spesso lo vedo nelle foto che pubblicano i giornali.
La mattina del secondo giorno di vacanza sono andata all’Arco della Pace con il tram 1 che passa a Cordusio, a pochi passi dal Duomo, e da lì attraversa tutto Corso Sempione fino ad arrivare all’Arco della Pace.
Ti racconto le mie impressioni e la mia opinione sull’Arco della Pace.

L’Arco della Pace, la descrizione

Scesa dal tram insieme ai miei familiari mi sono trovata al cospetto di un arco monumentale che incornicia il paesaggio.
L’Arco della Pace, situato nell’omonimo quartiere di Milano, è una meravigliosa porta d’ingresso al Parco Sempione, il polmone verde del capoluogo lombardo.
Appena arrivata, l’effetto ottico è sicuramente ciò che più mi ha colpito perché, guardando in linea d’aria, sembra proprio che l’Arco della Pace, localizzato nel centro esatto di Piazza Sempione, sia proprio la porta del Parco.
L’Arco della Pace ha la chiara struttura di un arco di trionfo a tre fornici. È alto 25 metri e alto 24 metri.
La parte frontale ha quattro colonne corinzie scanalate e un’arcata maggiore di 14,24 m.
A prima vista ho notato subito che l’opera è realizzata in granito di Baverno con un rivestimento in pietra di Crevola d’Ossola.
Spiccano sull’attico dell’Arco il gruppo scultoreo bronzeo della sestiga della Pace e le quattro Vittorie a cavallo.
Le fronti e i lati dell’Arco della Pace sono impreziosite da bassorilievi.
Il modello che la struttura richiama e omaggia è quello degli archi romani.

L’Arco della Pace, un po’ di storia

Il monumento è di chiara ispirazione napoleonica e, infatti, la sua costruzione venne iniziata nel 1806-1807 da Luigi Cagnola.
La locandina informativa che si trova nella piazza e le mie conoscenze di arte, storia e cultura europea mi hanno permesso di contestualizzare meglio l’Arco della Pace e la sua costruzione.
Inizialmente, doveva festeggiare l’unione in matrimonio tra il figlio adottivo di Napoleone e il vicerè d’Italia, Eugenio di Beauharnais e Augusta di Baviera e il successo ottenuto nel 1807 con la vittoria della Francia.
Il marchese Cagnola si occupò di progettare quello che, allora, era l’Arco della Vittoria e perfino lo stesso Napoleone supervisionò i lavori.
La costruzione dell’opera monumentale fu, però, interrotta dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815, anche se l’opera era a buon punto.
L’imperatore Francesco I d’Austria decise in seguito di completare l’edificazione dell’arco nel 1826, ma assunse un significato del tutto diverso.
L’imperatore asburgico, dopo il congresso di Vienna tenutosi nel 1815, decise infatti di dedicare l’opera alla pace ritrovata tra le nazioni d’Europa e non più alla vittoria come avrebbe voluto Napoleone.
L’opera venne proseguita sempre dal marchese Cagnola ma dopo la sua morte nel 1833 l’Arco venne ultimato da Giuseppe Londonio.
L’Arco della Pace venne ufficialmente inaugurato in data 10 settembre 1838, in presenza dell’imperatore.

L’Arco della Pace, la Porta sul Parco Sempione

La struttura dell’Arco della Pace in Piazza Sempione era stata completata con due strutture laterali, i casellari daziari.
Questi anticamente servivano alla riscossione dei dazi.
Il complesso formato dall’Arco della Pace e dai due casellari daziari costituiva la Porta Sempione.
L’ambizioso progetto voluto da Napoleone confermava la struttura di Milano. Anticamente infatti la città era delimitata dalle porte, ancora oggi esistenti, che separavano il centro urbano dalla campagna e viceversa.
Quello che tuttavia traspare guardando il complesso architettonico dalla Piazza è che la Porta Sempione con il suo Arco della Pace aveva il compito di condurre l’occhio del visitatore all’area verde e lussureggiante di Parco Sempione.

Storie interessanti e curiosità sull’Arco della Pace

La costruzione dell’Arco della Pace, vista proprio la particolarità del momento in cui venne portata avanti, è circondata da tante racconti e aneddoti interessanti che a me piace ricordare.
Il primo a cui ho subito pensato, quando mi sono trovata davanti all’Arco della Pace, è quello riguardante il gruppo bronzeo della sestiga e delle statue delle 4 Vittorie a cavallo.
Originariamente le Vittorie a cavallo erano state volutamente posizionate verso la Francia in segno di omaggio alla terra napoleonica.
Quando la costruzione fu interrotta, a seguito della sconfitta di Waterloo, poco prima dell’inaugurazione l’imperatore asburgico pensò di far spostare le statue di 180° in modo che i posteriori dei cavalli risultassero rivolti verso la Francia.
I volti delle Vittorie, in questo modo, erano rivolti verso il castello Sforzesco in segno di omaggio a Milano e di sfida e disdegno verso la Francia.
Il secondo aneddoto interessante che mi è venuto in mente è che Hemingway in Festa Mobile racconta che l’Arco della Pace di Milano è stato costruito in un punto che lo rende allineato all’Arco del Carrousel e all’arco dell’Étoile di Parigi.
In realtà questo non è affatto vero come hanno dimostrato gli studiosi.
Il terzo racconto curioso sull’Arco della Pace meneghino riguarda le scritte sul fronte in dedica all’Austria.
La leggenda vuole che nel 1859 dopo la vittoria di Magenta Napoleone III e il re Vittorio Emanuele II, re d’Italia, entrarono a Milano e attraversarono l’Arco della Pace a suggellare la loro vittoria sugli austriaci e poco dopo ordinarono che ogni dedica a favore di questi venisse cancellata.

L’Arco della Pace, cosa mi è piaciuto

La mia visita all’Arco della Pace in Parco Sempione mi ha soddisfatto a pieno.
Gli aspetti che ho maggiormente apprezzato in questa struttura sono tantissimi.
Il primo che viene in mente è l’armonia e l’equilibrio che la composizione ispira. L’Arco della Pace, infatti, si erge in posizione centrale nella Piazza Sempione e il momento in cui arrivi e vedi per la prima volta il monumento lascia senza fiato.
I due caselli daziari laterali, anche se sono stati costruiti almeno cinquant’anni prima, completano la composizione simboleggiando una porta che separa oggi la via della movida milanese dal paradiso verde e curato in cui sorge il Castello Sforzesco di Milano, il Parco Sempione.
Il secondo aspetto o pregio dell’Arco della Pace è il suo carattere monumentale. È alto ben 25 metri e largo 24 metri e richiama con la sua maestosità l’arte e l’architettura romana dei tempi repubblicani.
Il terzo elemento che mi ha colpito particolarmente sono i bassorilievi che sono presenti sia da un lato che dall’altro a dimostrare la cura per il dettaglio sia del committente che degli esecutori dell’opera.
Tra i bassorilievi che mi hanno affascinato di più ci sono La Battaglia di Lipsia di Pompeo Marchesi, un’opera voluta dallo stesso Napoleone e che si trova proprio sulla fiancata sinistra dell’Arco, e la Capitolazione di Dresda di Benedetto Cacciatori che si trova sulla parte del momunemento rivolta al Castello.

L’Arco della Pace, cosa mi è piaciuto meno

La struttura è bellissima e dire che non lasci a bocca aperta non sarebbe vero. Ci sono alcuni aspetti che però mi sono piaciuti un po’ meno.
Alcuni parti laterali sono visibilmente danneggiate da segni di usura che forse potrebbero essere stati causati anche dagli agenti atmosferici. Nel complesso sicuramente è comprensibile, dopotutto si tratta pur sempre di un arco che si trova all’aperto e quindi più esposto.
Forse per una persona come me che ama osservare le opere magnifiche come questa anche da vicino i dettagli sono importanti e non ho potuto quindi fare a meno di dirlo.
Ho letto sul pannello che contiene la storia dell’Arco della Pace che il comune di Milano ha fatto fare gli ultimi lavori di restauro nel 2010, quindi forse ciò che ho notato potrebbe essere dovuto al fatto che è passato un po’ di tempo.

L’Arco della Pace e il quartiere
Oggi la zona dell’Arco della Pace pullula di locali, ristoranti e bar all’aperto. Visibilmente si tratta di un’area animata e frequentata dai giovani. La movida di questa zona è perfettamente incorniciata dall’Arco della Pace che sembra il vero e proprio punto di riferimento e simbolo della zona.
La sera, in particolare, la zona risulta un po’ chiassosa tuttavia la vista dell’Arco illuminato è davvero impagabile.

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