Stefano Brandelli. Un arch…ehm artista! Ma anche architetto.

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Stefano Brandelli

Stefano Brandelli. Un arch…ehm artista! Ma anche architetto.

Ciao! Chi sei? Ti presenti in poche parole?

Ciao! Sono Stefano Brandelli un giovane architetto di Milano. Anche se giovane all’alba dei 26 quasi 27 anni forse non è proprio esatto. Quindi diciamo che sono solo Stefano, un architetto di Milano con la passione per le armi da fuoco. Si può dire vero? Non sono pericoloso eh! Faccio male solo con la penna.

Che mestiere fai? Quando e come hai cominciato?

Sono un architetto anche se per il legislatore sono un libero professionista. O forse era il contrario. Per il fisco sono un libero professionista mentre per il legislatore sono un architetto. Non so, a volte credo di essere solo un essere umano che paga troppe tasse e si lamenta un sacco. Ho cominciato per caso…ok non è vero. Mia madre era scenografa quindi da li il passo come architetto era subito fatto. Avevo 19 anni, credo, quando presi il 1° lavoro. E fù un caso ad essere sincero, altro che battuta fù proprio un caso. Un giorno mi scrissero su LinkedIn e mi fecero un contratto il giorno dopo. Pazzesco ma vero. Era uno stage di 6 mesi sottopagato comunque. Bella mer…ehm si può dire? Ok la smetto. L’ho detto che mi lamento un sacco però.

Che consiglio daresti al lettore? Qualsiasi consiglio.

Qualsiasi? Un consiglio di vita. Ai giovani. Vi offrono uno stage da 500€ al mese per 6 o 12 mesi? Su 6 mesi magari valutatelo anche se pensate che l’azienda possa insegnarvi qualcosa. Ci sta. In quel caso andate anche gratis. Ma già su 12 mesi suona strana la cosa. Il 99% dei casi del genere sono aziende che cercano personale a basso costo. Dopo 12 mesi andrete via e rifaranno il giochino con altri. Quindi sputategli in faccia direttamente e non accettate. Poi se vi chiama l’Arch. Piano andate al volo a portargli pure il caffè. Ma finché parliamo di realtà che valgono meno di 0, non ha senso.

Quali difficoltà hai trovato nella vita?

Nessuna. O meglio…le ho avute alle medie. Mia madre scelse per me una scuola fuori dal mondo. Sempre a Milano ma lontana dalle amicizie di asilo ed elementari. Oggi credo che questa cosa mi segni ancora visto che ho perso un sacco di amici ed ho avuto difficoltà a farmene altri alle superiori. Mi ha letteralmente spezzato e spiazzato come esperienza. Però c’è di peggio. Economicamente mi è andata bene e continua ad andarmi bene. Quindi va bene così. Bisogna lamentarsi per altro. Io ho solo da ringraziare il fato.

Che percorso di studi hai seguito?

Ovviamente ho studiato architettura. aMilano come dicono quelli del Milanese Imbruttito. Per il resto credo di non avere mai studiato davvero altro. Ho amato il mio corso di studi, puoi chiedermi qualsiasi cosa su travi e piloni e potrei risponderti in nanosecondi. Ma non so altro. Per il resto sono una capra. Quindi…ho seguito un percorso molto breve ed a senso unico. Però mi piace pensare che nelle poche cose in cui sono bravo, per cui ho studiato, sono davvero tanto bravo.

Cosa significa per te essere un architetto.

Prima di tutto significa essere un maniaco matematico con la fissa per ordine e geometria. Poi significa anche essere un artista. Si perché anche per costruire un cubo di cemento un po’ artista devi essere. Tutti sanno disegnare case. Tutti sanno seguire i lavori per una casa. E così tutti sanno costruire ponti. Come tutti sanno seguire i lavori per costruire un ponte. Per creare opere che si distinguano però devi essere un artista. Per me ogni costruzione è un’opera d’arte. Ogni passaggio – dalla progettazione – un’esperienza artistica unica. Ogni volta creo qualcosa di diverso anche quando si tratta del solito tipo di costruzione. Ed ogni volta è meraviglioso. Ogni volta mi meraviglio. Questo per me significa essere un architetto.

Chi devi ringraziare per i tuoi successi?

Mia madre. Mia zia. Tutti quelli che mi vogliono bene. Inutile spiegare perché credo. È così e basta. Le spiegazioni sono superflue e troppo personali. Sono un timidone quindi ci si deve accontentare di questa piccola risposta.

Come vedi il mondo degli studi di architettura fra 10 anni?

Male. Sinceramente lo vedo male perché vedo molta incompetenza. Vedo però anche molti artisti fra gli architetti di oggi quindi immagino che fra 10 anni i mediocri siano scomparsi e siano rimasti solamente veri artisti.

E tu? Come ti vedi fra 10 anni?

Spero di non diventare uno dei mediocri di cui parlavo sopra. Mi vedo con famiglia, 2 bimbi ed 1 cane magari. Poi chissà…magari il sogno del Mulino Bianco non mi capiterà. È difficile vedersi fra 10 anni.

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